Grandi lezioni da piccole imprese: quando la creatività è molto più di una campagna pubblicitaria

La necessità aguzza l'ingegno, si dice. E l’ingegno non è che uno dei tanti sinonimi di creatività. Non parlo solo dell’ideazione di annunci di 30 secondi e di testi originali, ma di quel genere di creatività che ogni giorno dimostrano di avere le piccole e medie imprese, spesso con limiti di budget o risorse. Una creatività da cui ogni azienda ha qualcosa da imparare, indipendentemente dalle proprie dimensioni.

Ci ho riflettuto spesso negli ultimi tempi, leggendo il rapporto sull'impatto economico di quest'anno e guardando la raccolta di storie messa a punto dal nostro team Grow with Google; due progetti con un focus specifico proprio sulle piccole e medie imprese.

Ci sono aziende che espandono le proprie attività e ne lanciano di nuove, e al tempo stesso riescono a far emergere il proprio lato creativo grazie agli strumenti digitali pensati per le imprese, che le aiutano così a giocare ad armi pari con altre aziende più consolidate o più grandi.

Se vuoi farlo anche tu, ecco tre consigli da seguire.

Utilizza gli strumenti digitali per innovare

Come si fa a pensare fuori dagli schemi? L'azienda californiana Zume Pizza può contare su un gruppo composto da persone e robot per preparare e consegnare le pizze, cuocendole durante il tragitto verso la destinazione. In compenso, non ha un punto vendita fisico, il che è un cambiamento interessante rispetto agli ultimi due secoli di pizzerie tradizionali. La cofondatrice Julia Collins spiega così il segreto del proprio successo: "la nostra immagine e la presenza su web e dispositivi mobili sono il fulcro di tutte le interazioni con i clienti".

Con gli strumenti digitali di oggi, è possibile avviare un'attività senza sostenere grandi costi di produzione, immobiliari e di marketing: una rivoluzione che fino a pochi anni fa era impensabile.

 

Strider Sports ha adottato una strategia di marketing basata sugli strumenti digitali, riuscendo così a vendere quasi 1,9 milioni di biciclette in 75 paesi.

In ogni caso, non è necessario far uso di robot o rivoluzionare del tutto un certo settore economico. Dopo avere costruito alcune biciclette su misura per suo figlio, Ryan McFarland ha fondato l'azienda Strider Sports a Rapid City, nel Dakota del Sud, per offrire lo stesso prodotto personalizzato ad altri bambini. Grazie a una strategia di marketing basata sugli strumenti digitali, è riuscita a vendere quasi 1,9 milioni di biciclette in ben 75 paesi. Come afferma McFarland: "nel mondo di oggi, Internet è la vera e propria sede centrale di qualsiasi impresa. Il bello della rete è che puoi connetterti al resto del mondo ovunque tu sia, anche dagli angoli più remoti del pianeta".

Passa ai video online

Alcune imprese non possono permettersi la pubblicità televisiva tradizionale. Altre ritengono che i propri prodotti non si prestino agli annunci o che i servizi che offrono non possano essere spiegati in 30 secondi o in un minuto. Tuttavia, molte realtà americane si stanno rendendo conto che ci sono altri buoni motivi per iniziare a utilizzare i video.

I video sono fondamentali per farci conoscere dai clienti, far sì che si fidino di noi e ci scelgano quando vogliono acquistare una moto.

"YouTube ha un'importanza cruciale per la nostra attività", afferma Grant Longenbaugh, direttore marketing dell'azienda statunitense Janus Motorcycles con sede a Goshen, in Indiana. I video consentono ai clienti interessati di seguire tutti i passaggi della creazione di una moto Janus, dalla progettazione alla fabbricazione dei prototipi, fino alla sua produzione. Si tratta di un vantaggio enorme per un produttore di motociclette che vende direttamente ai consumatori, senza una rete di concessionari. Inoltre, consente all'azienda di raccontare la propria storia.

Sweeten è invece un'azienda con sede a New York che mette in contatto costruttori edili con chi vuole ristrutturare la propria casa. "I video ci consentono di mostrare ai clienti che siamo dei veri esperti del settore e che facciamo di tutto per soddisfare sia le esigenze dei proprietari di casa sia quelle dei costruttori", afferma la fondatrice Jean Brownhill.

Può accadere poi che non ci sia una grande storia da raccontare; in questo caso si può prendere in considerazione di utilizzare i video per fornire assistenza ai clienti. Clickstop, ad esempio, è un produttore e rivenditore multimarche con sede a Urbana, in Iowa, che commercia cinghie con cricchetto, mobili salvaspazio, materiali per la costruzione e altri articoli particolari. La maggior parte dei marchi con cui lavora ha un canale YouTube, dove i clienti possono consultare video utili come tutorial e recensioni di prodotti.

Abbina la creatività all'utilizzo dei dati

Clickstop, inoltre, fa una cosa che tutte le piccole e medie imprese di oggi possono fare, grazie al digitale: utilizza strumenti di analisi per capire come le modifiche del sito web e delle campagne pubblicitarie incidono sul rendimento online. "Oltre il 90% del nostro budget di marketing è dedicato al digitale, per cui queste informazioni sono importantissime", afferma Tim Guenther, fondatore e CEO dell'azienda.

Ma i dati analitici non sono utili solo per le startup. Ne è un esempio Langston's Western Wear, fondata a Oklahoma City nel lontano 1913. Brian Barber, vicepresidente del reparto e-commerce dell'impresa, utilizza Google Analytics per ottimizzare il sito web aziendale, perfezionare continuamente le campagne di marketing e mantenere il vantaggio competitivo sul mercato. "Il punto è scovare le tante piccole e nuove opportunità a ogni angolo", spiega Barber. "Prendi Google Analytics, gli aggiungi un po' di intuito personale e tutto diventa più chiaro".

In altre parole, Barber non ha fatto che applicare un po' di ingegno anche ai dati e alle analisi. Questo ci permette di capire quanto sia utile creare uno spirito aziendale all'insegna della creatività, a prescindere dalle dimensioni e dagli anni dell'attività alle spalle.

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