Playbuzz riduce i tempi di caricamento dei contenuti del 28% con interventi sulla velocità del sito

Finanziata da Disney, Playbuzz è una piattaforma di storytelling leader del settore utilizzata da brand e publisher premium nel mondo per creare, distribuire e monetizzare contenuti commerciali ed editoriali interattivi e incrementare il coinvolgimento del pubblico. Con l'obiettivo di migliorare l'esperienza di fruizione dei contenuti per gli utenti, Playbuzz ha lavorato per ridurre al minimo i tempi di caricamento e la frequenza di rimbalzo.

Informazioni su Playbuzz
Piattaforma di storytelling utilizzata da brand e publisher premium nel mondo
Fondata nel 2012
Sede centrale a Tel Aviv, Israele
www.playbuzz.com
Obiettivi
Migliorare l'esperienza di fruizione dei contenuti degli utenti
Ridurre al minimo i tempi di caricamento
Ridurre le frequenze di rimbalzo
Approccio
Esecuzione di PageSpeed Insights e controlli Lighthouse
Riduzione della dimensione degli asset
Ottimizzazione della cache del browser
Riduzione del numero di richieste di rete
Revisione dell'ordine di caricamento degli asset
Introduzione di un iframe compatibile con SEO
Risultati
Riduzione di circa il 28% del tempo necessario alla visualizzazione dei contenuti sulle pagine dei partner
Riduzione della frequenza di rimbalzo su dispositivi mobili e computer desktop, rispettivamente del 38% e del 42%
Riduzione dei requisiti di larghezza di banda
Risparmio del 30% sui costi di pubblicazione
Riduzione del 40% del tempo necessario per apparire nei risultati di ricerca di Google
Aumento del traffico del 770% sulle pagine referral di Google

Per Playbuzz, il tempo di caricamento dei contenuti nelle pagine per dispositivi mobili e computer desktop doveva diminuire, in particolare quando i contenuti erano incorporati nei siti web dei partner. Per affrontare il problema, il team di Playbuzz ha utilizzato sia PageSpeed Insights sia il controllo Lighthouse per individuare i miglioramenti più appropriati.

Il lavoro di sviluppo successivo è stato concentrato sull'implementazione di una serie di best practice. "Abbiamo iniziato con un servizio di pubblicazione della pagina in cui era incorporato l'elemento, abbiamo poi proseguito con la creazione di un nuovo SDK JavaScript da inserire nelle pagine dei partner, abbiamo rimosso le parti del codice che non utilizzavamo e infine abbiamo ridotto il numero di asset", spiega Nati Levi, responsabile del team R&D di Playbuzz. "Abbiamo anche ridotto in modo significativo il numero di richieste di rete raggruppando codice e CSS, ottimizzato le immagini riducendone le dimensioni e implementato una cache CDN per tutti i nostri asset."

Per quanto riguarda il client, il team ha pianificato attentamente l'ordine di caricamento degli asset, spostando quelli fondamentali above the fold in alto e quelli meno importanti in basso. È stata cambiata la tecnologia di incorporamento, scegliendo un iframe ottimizzato SEO rispetto a un iframe standard, il che si è tradotto in un miglioramento dell'indicizzazione dei risultati di ricerca, del numero di visualizzazioni e utenti e degli importi di monetizzazione. Ad esempio, il tempo necessario alla visualizzazione nei risultati di ricerca di Google è diminuito del 40% mentre il traffico dalle pagine referral di Google è aumentato del 770%.

"L'esperienza di visualizzazione per i nostri utenti è migliorata, i contenuti dei publisher nostri partner godono di una maggiore esposizione, mentre gli inserzionisti possono raggiungere un maggior numero di lettori e avere tassi di visibilità più elevati."

– Aya Mironi, Direttrice commerciale marketing e partner, Playbuzz

A tre mesi da questi interventi di sviluppo, si è registrata una riduzione di circa il 25% del tempo necessario alla visualizzazione degli elementi di Playbuzz incorporati nella pagina di un partner. In seguito a ulteriori miglioramenti, il calo si è stabilizzato attorno al 28%. "Per noi è un successo importante, ne ha giovato l'intera attività", dichiara Nati. "I nostri utenti hanno un'esperienza di visualizzazione e di lettura notevolmente migliore. I contenuti dei publisher nostri partner godono di una maggiore esposizione, mentre gli inserzionisti possono raggiungere un maggior numero di lettori e avere tassi di visibilità più elevati", spiega Aya Mironi, Direttrice commerciale marketing e partner di Playbuzz.

Playbuzz ha anche potuto ridurre la frequenza di rimbalzo in modo significativo sui dispositivi mobili e sui computer desktop, rispettivamente del 38% e del 42%. Inoltre, con la riduzione delle dimensioni di asset e immagini, è stato possibile limitare i requisiti di larghezza di banda dell'app, passando da 2,3 MB a 1,5 MB, il che consente agli utenti di consumare meno dati quando visualizzano elementi di Playbuzz. Questo ha portato a un risparmio del 30% sui costi di pubblicazione delle pagine.

"Grazie alla nostra collaborazione con Google e alla sua assistenza continua, possiamo offrire risultati decisamente migliori ai nostri partner", dichiara Tom Pachys, cofondatore e COO di Playbuzz. Per gli sviluppi futuri, l'obiettivo del team di Playbuzz è continuare a dare la priorità ai tempi di caricamento delle pagine.

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