Preservare la privacy e la performance sarà indispensabile per garantire un futuro alla pubblicità

Sean Downey / Marzo 2021

La pubblicità ha avuto un ruolo importantissimo nel rendere Internet un luogo aperto e accessibile per tutti. Tuttavia, affinché gli annunci continuino a svolgere questa funzione, le tecnologie pubblicitarie devono evolversi per adattarsi a un mondo in cui la privacy degli utenti è una priorità. Gli annunci dovrebbero essere utili a tutti: ai publisher, agli inserzionisti e soprattutto ai consumatori. Per questo, in Google abbiamo intensificato i nostri sforzi per migliorare ulteriormente la privacy dell'utente e abbiamo annunciato che, una volta rimosso il supporto ai cookie di terze parti, non creeremo un altro tipo di identificatori per monitorare la navigazione delle persone nel Web e non li utilizzeremo nei nostri prodotti.


Abbiamo sempre sostenuto che nel settore pubblicitario sia necessario un approccio incentrato sulla privacy per preservarne l'operato e la sostenibilità.

– Luis Di Como, Executive Vice President of Global Media di Unilever


"Da un lato, le persone non dovrebbero accettare di essere monitorate nel Web per poter approfittare dei vantaggi di una pubblicità pertinente. Dall'altro, gli inserzionisti non hanno bisogno di tracciare l'attività di ciascun consumatore nel Web per trarre vantaggio dalla pubblicità digitale", scrive David Temkin, Director of Product Management di Google, nell'annuncio rilasciato.

I progressi nei campi dell'aggregazione, dell'anonimizzazione, dell'elaborazione su dispositivo e di altre tecnologie che salvaguardano la privacy mostrano chiaramente che un futuro senza identificatori personali è possibile.

Ad esempio, invece di attribuire gli interessi a utenti unici, ora possiamo renderli anonimi prendendo in considerazione grandi gruppi di persone con interessi in comune e continuando a mostrare loro annunci pertinenti e utili. Gli ultimi test condotti sull'algoritmo di Federated Learning of Cohorts (FLoC) hanno proprio questo obiettivo e mostrano come potrebbe essere il futuro della pubblicità senza i cookie di terze parti.

"Abbiamo sempre sostenuto che nel settore pubblicitario sia necessario un approccio incentrato sulla privacy per preservarne l'operato e la sostenibilità", afferma Luis Di Como, Executive Vice President of Global Media di Unilever. "Questo nuovo impegno di Google è un passo importante nella giusta direzione per consentire di preservare la libertà e l'accessibilità del Web in futuro."


Sono anni che abbiamo compreso e difendiamo l'importanza dei dati proprietari, e siamo convinti che avranno un ruolo sempre più cruciale in un mondo incentrato sulla privacy.

– Aude Gandon, Global Chief Marketing Officer di Nestlé


Creare un forte legame con i clienti è sempre stata una condizione fondamentale per avere un'attività di successo ed è ancora più importante quando l'obiettivo è preservare la loro fiducia.

"Accogliamo con entusiasmo l'annuncio di Google. Sono anni che abbiamo compreso e difendiamo l'importanza dei dati proprietari, e siamo convinti che avranno un ruolo sempre più cruciale in un mondo incentrato sulla privacy", afferma Aude Gandon, Global Chief Marketing Officer di Nestlé.

In Google, continueremo a supportare le relazioni dirette dei partner sulle nostre piattaforme pubblicitarie, in modo che possano connettersi direttamente con i loro clienti, e investiremo ancora di più nel supporto di soluzioni basate su queste relazioni non mediate.


Si tratta completamente di un nuovo inizio, necessario per la pubblicità digitale. In questo modo il settore offrirà un'esperienza più significativa e coinvolgente con i brand lungo il percorso del cliente.

– John Lee, Presidente di Merkury e Chief Product and Data Officer di Merkle


“Sia i professionisti del marketing che i consumatori vogliono annunci più mirati e una protezione della privacy più efficace", sostiene John Lee, Presidente di Merkury e Chief Product and Data Officer di Merkle. "Si tratta completamente di un nuovo inizio, necessario per la pubblicità digitale. In questo modo il settore offrirà un'esperienza più significativa e coinvolgente con i brand lungo il percorso del cliente."

Dopo la rimozione del supporto per i cookie di terze parti, probabilmente altri fornitori di tecnologie pubblicitarie offriranno un livello di identificazione dell'utente per il monitoraggio pubblicitario sul Web diverso da quello di Google, come i grafici di PII basati sugli indirizzi email personali. Crediamo che queste soluzioni non soddisfino le sempre più alte aspettative dei consumatori riguardo alla privacy dei dati, né che rispettino le limitazioni legali in rapida evoluzione, per cui pensiamo che non siano un investimento sostenibile a lungo termine. Al contrario, i nostri prodotti web utilizzeranno API che proteggono la privacy e impediscono il monitoraggio delle singole persone sul Web, senza incidere negativamente sul rendimento pubblicitario per inserzionisti e publisher. L'annuncio di oggi ha uno scopo ben preciso: vogliamo assicurare che la nostra strategia per il futuro non presenterà le stesse difficoltà del passato.


Siamo lieti di poter collaborare alla creazione del futuro della pubblicità digitale e di poter accompagnare gli inserzionisti in questo percorso.

– Martin Sorrell, Founder e Executive Chairman di S4 Capital


Le aziende del settore si sono attivate per garantire che la pubblicità continui a essere un buon business anche in un futuro in cui i consumatori avranno a disposizione controlli per la privacy sempre più efficaci. "Il coro di chi spinge verso un nuovo approccio del settore pubblicitario per l'identità digitale è composto da molte voci diverse: ci sono i consumatori, che vogliono un maggiore controllo sulla propria privacy, poi ci sono i legislatori e le autorità di controllo, che mettono sotto pressione il settore affinché si dia una mossa, e infine ci sono le aziende di tecnologia, che devono rispondere a tutte queste pressioni", afferma Martin Sorrell, Founder ed Executive Chairman di S4 Capital. "Sosteniamo l'approccio di Google e siamo lieti di poter collaborare alla creazione del futuro della pubblicità digitale e di poter accompagnare gli inserzionisti durante questo percorso."

Cookie e Chrome: come preparare la tua attività per un Web più privato